Speciale Remo Masi – Intervista al Sindaco di Rufina Mauro Pinzani
Grazie Sig. Sindaco per aver accettato questa intervista.
Lei è nato e vissuto a Rufina; qual è l’evoluzione dello sport che ha visto crescere nel paese?
Sì, io sono nato a Rufina e ho praticato sport fin da piccolo, con alterni risultati, ma questo conta poco. Lo sport è cresciuto in termini di presenze, di partecipazione e anche in termini di crescita societaria, come qualità, come presenza e come interesse. Le nostre società sono oggi società vive, società sviluppate, società radicate sul territorio ed hanno un tessuto sociale adeguato alla parte sportiva.
Quindi lei ha praticato e pratica sport?
Non pratico più sport, ma ho pratico sport per circa trent’anni.
Nel paese oggi ci sono associazioni sportive di tutto rispetto in varie discipline: calcio, pallavolo, ginnastica, tennis, ciclismo, per citarne alcune. Possiamo dire che Rufina è un’isola felice da questo punto di vista?
No, non lo possiamo dire, perché le isole felici sono quei posti dove non ci sono problemi, dove tutto è perfetto e Rufina non è così. Ma Rufina è un posto che ha l’aspirazione a diventare un’isola felice. Bisogna sempre non accontentarsi dei risultati, bisogna sempre tendere al meglio e la tendenza a migliorarsi è quello che fa crescere, che fa individuare e raggiungere gli obiettivi e i traguardi. Se ci si accontenta, se ci si dichiara felici, se perdiamo di vista gli obiettivi, perdiamo di vista anche le parti critiche di noi stessi e di quello che facciamo. Quindi è sempre bene mantenere i piedi per terra, sempre essere naturalmente contenti dei risultati, ma sempre aspirare ad essere migliori, a diventare migliori.
Lei ricorda quando è stata fondata la Remo Masi e quello che è stato il suo sviluppo?
Sì, me lo ricordo molto bene. Io all’epoca non giocavo nella Remo Masi, ero un atleta dell’Audax Rufina, praticavo calcio, però avevo parenti stretti che giocavano nella Remo Masi. La Remo Masi cominciò con il calcio, era l’unico settore nel quale si cimentava nei primi anni e faceva calcio amatoriale, dilettantistico. Offrì un’opportunità a quei ragazzi che avevano interrotto il percorso federale della FIGC con un settore amatoriale e fu già all’epoca un grandissimo successo.
Cosa rappresenta oggi la Polisportiva Remo Masi per Rufina?
La Polisportiva è uno di quegli elementi che aggiungono qualità della vita ad un paese. Per noi vuol dire dare tante opportunità alle famiglie e ai ragazzi e a diversi livelli di età, quindi anche con le attività per gli anziani. Vuol dire credere che la pratica sportiva, l’aggregazione sportiva può dare qualcosa, può fare qualcosa in termini di cittadinanza attiva, in termini di cittadinanza partecipata.
Quali prospettive ci sono per le strutture oggi a disposizione delle associazioni sportive Rufinesi e della Remo Masi in particolare?
Abbiamo fatto qualche passo in avanti, qualcuno molto significativo, qualcun altro siamo in attesa di farlo. Abbiamo una palestra nuova di zecca, che ha sostituito la vecchia palestra delle scuole medie, dove le principali attività, comprese quelle agonistiche, vengono svolte. Abbiamo in programma il rifacimento completo della copertura della vecchia palestra, quella della scuola materna, per intendersi, ed è in progettazione la nuova palestra che dovrà andare a supporto dell’attività scolastica, ovviamente, della scuola elementare Mazzini, ma che poi sarà messa a disposizione dell’attività sportiva; non solo del volley ovviamente, ma mi riferisco alla danza e a tutte quelle attività che si potranno fare lì dentro.
Lei crede vero a Babbo Natale! Nella lettera da mettere sotto l’albero cosa chiederebbe per lo sport a Rufina?
Ma, io a Babbo Natale chiederei che continui a supportarci e a darci mano in quello che facciamo tutti i giorni, in quello che fate tutti i giorni. La Remo Masi, come tutte le altre Polisportive e Associazioni sportive, è un organismo serio, affidabile che nel tempo ha dimostrato grande capacità di sviluppo. A Babbo Natale chiedo che conservi questa capacità e che ci dia forza e coraggio per gli anni futuri.
Grazie, auguri e buon lavoro!

